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Bonus vacanze, come funziona il credito d’imposta per l’hotel

Scopo delle prossime righe sarà cercare di fare il punto della situazione circa il funzionamento del tanto chiacchierato bonus vacanze mettendoci nei panni dell’hotel. 

Poniamo l’attenzione sull’attuale problema di liquidità di cassa che i colleghi albergatori stanno affrontando e analizziamo come funziona nella pratica il credito di imposta che si matura accettando il cd. “bonus vacanze”: in che modalità e entro quanto tempo l’albergatore avrà accesso a questo credito d’imposta?

Prima di procedere però ci teniamo a precisare a tutti i nostri lettori che ad oggi (26 Maggio 2020) non è ancora stato emanato il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che definirà e chiarirà se ci saranno o meno casi di esclusione (che per ora non sono previsti).

Tale Provvedimento andrà a specificare nel dettaglio le modalità operative del “credito d’imposta vacanze”  ad oggi non ancora esplicitate. Pertanto stiamo ragionando su una misura per il turismo non del tutto definita e ricordiamo che il presente articolo non si sostituisce alla consulenza di un esperto in materia.

Dopo questa doverosa premessa procediamo a riassumere quanto attualmente noto.

Per i nuclei familiari con ISEE non superiore a 40.000, è riconosciuto un bonus, utilizzabile dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020, per il pagamento di servizi offerti in Italia dalle strutture turistico-ricettive, compresi bed & breakfast e agriturismi, per un importo massimo di 500 euro.

Per ogni nucleo familiare, viene stabilito l’importo massimo del bonus spendibile che è:

  • nel limite di 500 € per i nuclei familiari composti da 3 o più persone;
  • nel limite di 300 € per i nuclei familiari composti da 2 persone;
  • nel limite di 150 € per i nuclei familiari composti da 1 persona.

Requisiti Bonus Vacanze

I requisiti che devono essere rispettati per permettere la fruibilità del bonus sono, in sintesi, i seguenti:

  • Le spese devono essere sostenute in unica soluzione per il servizio reso da un’unica struttura ricettiva;
  • La spesa deve essere documentata da fattura elettronica o da documento commerciale che riporti il codice fiscale del soggetto che intende fruire del bonus;
  • Il pagamento deve essere corrisposto senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti gestori di piattaforme o portali telematici, diversi da agenzie di viaggio e tour operator;

Quindi la prima cosa che salta all’occhio è che il bonus vacanze non è destinato alle agenzie di viaggio online (OTA) piattaforme e grandi colossi di intermediazione. Questa è una buona notizia per gli albergatori che così si trovano in mano una ghiotta occasione per sfruttare la visibilità prodotta dai portali online e cercare di disintermediare un po’.

Come funziona il Bonus Vacanze per gli Hotel

La parte decisamente più dibattuta del Bonus Vacanze pubblicato in Gazzetta Ufficiale è quella che regolamenta come il bonus debba essere fruito da parte del cliente e come potrà poi essere recuperato dalla struttura ricettiva.

Il bonus per il cliente sarà fruibile come segue:

  • l’80% della somma del bonus spettante al cliente viene gestita come sconto, in accordo con l’albergatore presso il quale i servizi sono fruiti;
  • il 20% della somma del bonus spettante al cliente viene recuperato come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte del cliente stesso.

In un contesto come quello attuale, in cui gli albergatori sono stati travolti da una pioggia di cancellazioni delle prenotazioni, il problema principale attualmente vissuto da un albergatore è quello della mancanza di  liquidità.

Quindi molti albergatori sono balzati sulla sedia leggendo che si sarebbero trovati a posticipare ulteriormente il momento di incasso della prestazione offerta.

Questo aspetto finanziario è un problema non da poco, pertanto cerchiamo di capire entro quali tempistiche lo sconto che l’albergatore applica in favore del cliente, verrà rimborsato alla struttura ricettiva.

Come già detto l’importo viene erogato sotto forma di credito d’imposta e la struttura ricettiva può utilizzarlo in due modi:

  1. in compensazione per i pagamenti relativi a imposte e contributi, da effettuare, ad esempio il mese successivo;
  2. con facoltà di cessione del credito a terzi soggetti, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.

Quindi la struttura ricettiva che accetta un bonus vacanze si troverà a dover aspettare un lasso temporale che va da due settimane a un mese e mezzo (nel caso peggiore) prima di poter compensare il suo credito e quindi vedersi rimborsato lo sconto applicato al cliente.

Al momento non ci sono particolari differenze legate alla natura giuridica della struttura ricettiva in quanto essendo un credito d’imposta utilizzabile in mod. F24, andrà a compensare debiti relativi all’attività produttiva.

Le modalità applicative e di fruizione del bonus verranno definite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sentito l’INPS.

Non è pertanto attualmente noto come dovrà essere gestita la fatturazione da parte dell’hotel.

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